Cosa lascia in eredità Euro 2012?

E’ giunto il momento di tirare le somme: alla fine di un grande Europeo, giocato su ottimi livelli, l’Italia è stata demolita in finale da una Spagna nettamente superiore. Evitando di nasconderci dietro facili scuse, bisogna dare alla squadra di Del Bosque il merito di questa grande vittoria: il grande ciclo avviato 4 anni fa con la vittoria dell’Europeo in Svizzera e Austria è ben lontano dall’esser finito. 

Balo e PrandelliInfatti i giocatori della Roja sono tutti mediamente giovani: giocatori simbolo come Iniesta, Silva, Piqué sono ben lontani dall’essere in età da ritiro (Iniesta, il più vecchio dei tre, è un  ’84).  Inoltre, con la nuova generazione “già grande” (Jordi Alba e Mata sono per esempio un  ’89 e un  ’88), questa Spagna è pronta più che mai a monopolizzare il calcio mondiale negli anni a venire. Che sia davvero la squadra più forte di sempre? Non sappiamo rispondere.

Certo questo non deve scoraggiare i tifosi azzurri: l’Italia ha, lungo l’arco di questo Europeo, complessivamente giocato un buon calcio, mostrando una bella unità di gruppo e soprattutto uno spirito rinnovato dopo l’avventura catastrofica di Sudafrica 2010. Ed è arrivata una finale inattesa e, soprattutto, meritata: abbiamo per larghi tratti ben impressionato, lasciando a bocca aperta la critica e capitolando solo sotto i colpi di una Spagna ancora inarrivabile. Certo la stanchezza è un’attenuante: poi la sfortuna di perdere Thiago Motta per infortunio e non aver più cambi a disposizione… beh, nel calcio succede.

Ci resta comunque l’impressione che Prandelli abbia dato una mentalità da “club”, con un “azzurro” vissuto più nel quotidiano, e col CT più che un semplice allenatore. Prandelli è stato una guida, riuscendo a gestire l’esuberanza di giocatori come Cassano e Balotelli, plasmando una squadra votata al bel gioco e al possesso palla. Insomma, tanti punti positivi: soprattutto un progetto valido, teso a creare una squadra a lungo termine e non tesa all’exploit del momento. Insomma, ci piace quest’Italia giovane: e ci piace il modo in cui Prandelli sta gestendo la rosa azzurra. E allora non ci resta che aspettare: certo, bisogna andar fieri di quel che hanno fatto i nostri a questi Europei.

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